La Direttiva NIS2 rappresenta il cambiamento più significativo degli ultimi dieci anni nel panorama della cybersecurity europea. Non si tratta semplicemente di un aggiornamento tecnico o di un rafforzamento dei controlli IT: il regolamento ridefinisce il concetto stesso di responsabilità aziendale in materia di sicurezza informatica.
Come evidenziato da ENISA:
“Cybersecurity governance is no longer an IT matter, but a core management responsibility.”
Questa affermazione sintetizza perfettamente il nuovo paradigma. La cybersecurity non è più confinata al perimetro tecnologico, ma entra stabilmente nella sfera della governance strategica, del risk management e della responsabilità diretta del management.
Per molte organizzazioni italiane classificate come Entità Essenziali o Entità Importanti, il 2026 rappresenta una scadenza normativa, ma soprattutto un punto di svolta organizzativo.
Il contesto attuale: minacce in crescita, maturità disomogenea
I numeri raccontano una realtà inequivocabile.
Secondo il rapporto annuale di Clusit, nel 2023 gli attacchi cyber gravi in Italia sono cresciuti di oltre il 65% rispetto all’anno precedente. L’Italia è tra i Paesi europei maggiormente colpiti in termini percentuali.
A livello europeo, le analisi di ENISA mostrano che:
- Il ransomware rappresenta oltre il 25% degli incidenti gravi.
- Il fattore umano è coinvolto in più del 70% degli attacchi.
- Il tempo medio di permanenza silente di un attaccante può superare i 200 giorni.
- Il costo medio di un data breach in Europa supera i 4 milioni di euro.
Parallelamente, il mercato del lavoro soffre di una carenza strutturale di competenze: si stima che in Europa manchino oltre 500.000 professionisti qualificati in ambito cybersecurity.
Il risultato è uno squilibrio evidente: la superficie di attacco aumenta, la complessità cresce, ma la capacità di governance non evolve con la stessa velocità.
Cosa cambia realmente
Molte organizzazioni tendono a sottovalutarne la portata considerandola una “NIS rafforzata”. In realtà, il salto è qualitativo.
1. Coinvolgimento diretto del management
Il regolamento stabilisce che il management deve:
- Approvare le misure di gestione del rischio.
- Supervisionarne l’implementazione.
- Ricevere formazione adeguata.
- Essere coinvolto attivamente nella gestione degli incidenti significativi.
Questo significa che la cybersecurity entra ufficialmente nel perimetro delle responsabilità fiduciaria del board.
In caso di inadempienza grave, possono essere previste sanzioni e misure correttive anche nei confronti degli organi di gestione.
2. Obblighi di notifica stringenti
La direttiva impone tempistiche precise:
- Pre-notifica entro 24 ore dall’individuazione dell’incidente.
- Notifica dettagliata entro 72 ore.
- Relazione finale entro un mese.
Queste tempistiche presuppongono che l’organizzazione disponga di:
- Processi formalizzati di Incident Response.
- Meccanismi di classificazione rapida dell’incidente.
- Coordinamento immediato tra IT, Legal, Compliance e Management.
- Un referente chiaro verso le autorità competenti.
Senza una struttura adeguata, rispettare tali scadenze diventa estremamente complesso.
3. Sanzioni rilevanti e impatto reputazionale
Per le Entità Essenziali, le sanzioni possono arrivare fino a 10 milioni di euro o al 2% del fatturato globale annuo.
Ma il vero rischio non è solo economico. È reputazionale.
Come sottolineato dal World Economic Forum:
“Cyber resilience is now a strategic differentiator.”
In un mercato globale, la resilienza cyber incide sulla fiducia di clienti, partner, investitori e stakeholder.
I punti critici che emergono oggi nelle organizzazioni
Dall’analisi di diversi contesti industriali e corporate, emergono criticità ricorrenti.
Governance non formalizzata
In molte realtà:
- Il ruolo di CISO non è formalmente nominato.
- La cybersecurity è inglobata nella funzione IT.
- Il board riceve aggiornamenti sporadici e non strutturati.
- Non esistono KPI e KRI definiti e monitorati.
Questo comporta una gestione reattiva, non strategica.
Gap nella gestione del rischio
Viene richiesta una valutazione strutturata del rischio, inclusa la supply chain. Tuttavia, spesso si riscontra:
- Assenza di gap analysis.
- Mancanza di mappatura dei fornitori critici.
- Documentazione non adeguatamente formalizzata.
- Evidenze non organizzate in ottica audit.
In caso di ispezione, l’organizzazione deve poter dimostrare non solo di aver adottato misure, ma di averle pianificate e supervisionate in modo sistematico.
Incident Response non testata
Uno degli aspetti più sottovalutati è la capacità effettiva di risposta.
In esercitazioni table-top emergono frequentemente:
- Ambiguità sui ruoli decisionali.
- Ritardi nella comunicazione al management.
- Difficoltà nella valutazione della notificabilità.
- Assenza di tracciabilità documentale delle decisioni.
Come ricorda ENISA:
“Resilience must be built before the crisis, not during.”
La differenza tra una crisi gestita e una crisi fuori controllo è la preparazione preventiva.

CISO as a Service: una risposta pragmatica alla carenza di competenze
In questo scenario, molte organizzazioni si interrogano sull’opportunità di rafforzare la leadership cyber.
Assumere un CISO senior comporta:
- Tempi medi di ricerca tra 6 e 9 mesi.
- Costi annui che possono superare i 150.000–200.000 euro.
- Rischio di turnover elevato.
- Necessità di integrazione culturale e organizzativa.
Il modello CISO as a Service consente di:
- Attivare una governance strutturata in poche settimane.
- Fornire supporto diretto a board e top management.
- Definire una roadmap triennale di cybersecurity.
- Monitorare KPI e KRI in modo continuativo.
- Allineare l’organizzazione ai requisiti NIS2, ISO 27001 e GDPR.
Non si tratta di una consulenza episodica, ma di una funzione continuativa e formalizzata, calibrata sulla maturità dell’organizzazione.
Referente CSIRT As-a-Service: il nodo strategico della compliance NIS2
La designazione di un Referente CSIRT è un requisito fondamentale.
Questa figura deve garantire:
- Interfaccia formale con ACN e CSIRT Italia.
- Valutazione tempestiva della notificabilità.
- Coordinamento interno durante l’incidente.
- Gestione della documentazione e dell’audit trail.
- Disponibilità H24 per escalation critiche.
Un esempio tipico: un attacco ransomware colpisce un sistema secondario. Inizialmente l’impatto appare limitato. Dopo 36 ore emergono effetti su clienti o supply chain. Senza un processo strutturato, la finestra delle 24 ore per la pre-notifica può essere compromessa.
Il rischio si trasforma da tecnico a normativo.
Il modello CSIRT as a Service consente di presidiare questo processo con competenze dedicate e mandato formale, riducendo il rischio di errori procedurali.
Perché il modello As-a-Service riduce il rischio complessivo
Il vantaggio non è solo economico. È strategico.
- Riduce il rischio di non conformità.
- Garantisce aggiornamento continuo rispetto all’evoluzione normativa.
- Fornisce reporting strutturato al board.
- Consente scalabilità in base alla maturità aziendale.
- Evita dipendenza da singole risorse interne.
In un contesto in cui il rischio cyber incide direttamente sul valore aziendale, la rapidità di attivazione è un fattore critico.
Evento 17 Marzo: NIS2 nella pratica, tra governance e casi reali
Per approfondire questi temi, il 17 marzo organizziamo un evento dedicato a CEO, board member, CISO e responsabili compliance.
Interverranno professionisti con esperienza diretta in contesti industriali complessi.
Andrea Licciardi – Tecnimont Services – MAIRE Tecnimont
Andrea Licciardi opera all’interno del Tecnimont Services di MAIRE Tecnimont, gruppo internazionale attivo nell’ingegneria e realizzazione di impianti industriali su scala globale.
Si occupa di:
- Governance della cybersecurity in ambienti multinazionali.
- Protezione di infrastrutture industriali e ambienti OT.
- Allineamento tra sicurezza e strategia aziendale.
- Implementazione di framework normativi internazionali.
Porterà una testimonianza concreta sull’integrazione della governance cyber in contesti industriali complessi.
Nino D’Amico – CTO di HRC e responsabile di Cyberbrain
Nino D’Amico è esperto di cybersecurity governance e modelli CISO as a Service in HRC Cyberbrain.
Supporta organizzazioni nel:
- Percorso di adeguamento alla NIS2.
- Strutturazione del ruolo di CISO.
- Formalizzazione del Referente CSIRT.
- Definizione di processi di Incident Response.
- Costruzione di roadmap di resilienza cyber.
Il suo focus è accompagnare il management nella trasformazione della cybersecurity da funzione tecnica a leva strategica di protezione del valore aziendale.
Perché partecipare
L’evento offrirà:
- Analisi pratica degli impatti della NIS2.
- Indicazioni concrete per il management.
- Condivisione di esperienze reali.
- Best practice operative.
- Spazio per confronto diretto con esperti e peer.
👉 Registrati qui per partecipare: https://eventi.hrcsrl.it/portal/Reservation/RequestReservation?eventId=1055&utm_source=brevo&utm_campaign=evento%20csirt_copy&utm_medium=email
Conclusioni: trasformare la compliance in vantaggio competitivo
La NIS2 non è solo un obbligo: è un’opportunità per rivedere la cybersecurity come leva strategica, migliorare resilienza operativa e creare fiducia nel mercato.
L’approccio CISO as-a-Service & CSIRT Support permette di:
- Ridurre il rischio operativo e normativo.
- Garantire continuous compliance.
- Fornire reporting chiaro e strutturato al board.
- Accelerare la trasformazione della cybersecurity in vantaggio competitivo.
Con il giusto supporto, la NIS2 diventa non un ostacolo, ma un catalizzatore per governance più solide, processi efficienti e capacità decisionale più rapida.
